Camgirl connesse ORA

domenica 9 agosto 2020

Lezioni private

 

Per arrotondare le magre entrate di studente universitario, avevo iniziato a dare ripetizioni di matematica a ragazzi delle scuole superiori. In breve tempo la notizia si era diffusa ed ogni tanto si presentava qualcuno. Era verso la fine di giugno quando Rita mi telefonò e disperata per il quattro in pagella di Silvia, sua figlia, mi chiese se potevo aiutarla durante l’estate. Fissai loro un appuntamento per il giorno successivo nel primo pomeriggio…

Quando andai ad aprire, rimasi con il fiato in gola: una ragazza bionda, alta e slanciata come una modella accompagnata da una donna sulla quarantina, capelli rossi, non molto alta, ma molto sensuale, che intuìì essere sua madre…

Ci accordammo subito e iniziai il mio lavoro…

Dopo un po’ di tempo mi telefonò Rita per dirmi se per cortesia potevo venire io a casa loro a fare la solita lezione a Silvia, perché avevano avuto dei problemi con la macchina…

Suonai, salìì, e mi aprì Rita. Era vestita con un abito lungo molto elegante, inusuale visto che era il pomeriggio di un’afosa giornata estiva, con un’ampia scollatura dalla quale si intravedeva il seno piccolo ma ben fatto. Mi fece accomodare sul divano, offrendomi un bicchiere di vino bianco fresco e mi disse che Silvia sarebbe arrivata a minuti. Intanto lei si accese una sigaretta e si sedette vicino a me. Iniziammo a parlare del più e del meno finchè iniziò a strusciare la sua gamba contro la mia. Io stavo diventando viola dall’imbarazzo, sarei voluto andare via immediatamente, ma l’eccitazione saliva e il mio membro stava scoppiando nei jeans. Ci pensò lei a tirarlo fuori con una manovra veloce stringendolo alla base…

“Mmm quanto è duro, fammi sentire quanto è buono!”..

” Ti prego… ma se arriva Silvia… “..

“Non arriverà, è andata da una sua amica e…..

Non fece in tempo a finire le parole che le sue labbra stringevano il mio uccello nel più bel pompino della mia vita, sentivo la cappella che le sfiorava il palato e la sua lingua che si agitava frenetica e tremendamente eccitante; la sua bocca andava su e giù per l’asta mentre con la mano mi carezzava i testicoli. Io le avevo posto le mani sui capelli e seguivo il ritmo della pompa, finchè la tirai su e la baciai nella bocca vogliosa. Nel frattempo lei mi stava togliendo i jeans, io l’aiutai liberandomi della polo, rimasi nudo a cazzo ritto. La stesi sul divano e le sfilai il vestito: indossava solo due autoreggenti nere, la troietta aveva organizzato tutto…

La visione era stupenda: lei stesa sul divano con le gambe leggermente allargate e un piccolo cespuglio che copriva le labbra gonfie di piacere e pronte ad essere penetrate; il suo viso e i suoi occhi erano pieni di eccitazione e sensualità che la rendevano ancora più bella di quanto non fosse. Io, estasiato, con l’arnese in tiro puntai verso la sua gemma ma lei con un balzo si alzò e mi disse:..

-Aspetta, ti prego! Iniziò a frugare nella borsa ed estrasse una scatola di preservativi. -Sai, non prendo la pillola. Si mise a sedere sul tavolo, io mi avvicinai e Rita mi aggiustò il cappuccio di lattice sul membro. Non ne potevo più, i suoi movimenti mi facevano impazzire, non vedevo l’ora di sentirla tutta mia..

.

“Vai, fai presto… non resisto… Le sollevai le chiappe dal tavolo e con un colpo di reni fui dentro il suo corpo. Mi buttò le braccia al collo, iniziò a baciarmi e a mordicchiarmi le orecchie mentre io la scopavo sorreggendole il culo con le mie braccia. La sua mente e il suo corpo erano ormai in preda alla lussuria più sfrenata, i suoi occhi manifestavano tutto il suo desiderio di sesso che io dovevo spegnere. Anch’io ormai ero intenzionato a scaricare su di lei tutta la mia potenza per soddisfare le sue voglie, per riempirla di sborra…

Lei indica la camera da letto e tra un sospiro e l’altro, senza rompere l’incastro la porto sul letto:..

qui le sfilo l’uccello e mi butto sulle sue tette, le lecco le aureole dei capezzoli e l’attaccatura dei seni: no… per favore… mi fai venire. . ancora no!. Lei scatta sul letto e si mette a quattro zampe: io salto su, le posiziono la verga in corrispondenza della fessura ed entro. Era bellissimo: i muscoli del suo sesso sembravano risucchiare dentro la mia asta ed ad ogni colpo Rita emette dei gemiti di goduria. Dopo un po che la stavo cavalcando con irruenza, inizia ad urlare: vengo… ancora… vai… mmmmmmmm, sfondami… Immediatamente sento i suoi muscoli rilassarsi segno che l’orgasmo la stava inebriando. Io continuo a sbatterla anche se ormai la sua fica è un mare di umori che si appiccicano alla folta peluria che la ricopre, il cazzo mi sta per scoppiare ma con un movimento improvviso lei si stacca e si mette a pancia in su. Io mi abbasso, mi prendo il membro in mano e lo piazzo tra le sue tette. Non appena mi toglie il profilattico, non fa in tempo a stringere un po’ le tette, che un fiume di sperma le inonda i seni e il collo dipingendo oscenamente il suo bel viso. Lei è di fronte a me, in tutta la sua bellezza, rilassata dopo l’orgasmo tellurico che l’ha sconvolta. Apre il comò, estrae un pacchetto di sigarette e se ne accende una; io mi chino la bacio sulla bocca e sento il sapore del mio nettare unito a quello del fumo…

Da quel giorno, io e Rita siamo diventati amanti, nel senso che quando lei ha voglia di sesso, mi chiama per una ripetizione.

Storia di un'orgia

 

La mia vita è cambiata da quando per puro caso ho conosciuto quella gran gnocca della Samanta, una donna fantastica e molto sexy, che dal primo momento mi ha ispirato subito sesso, e infatti si è rivelata la mia amante più porca (alla faccia del precedente ragazzo che la riteneva frigida).
Dopo i primi rapporti di “riscaldamento” abbiamo subito capito di avere un’enorme affinità sessuale, tra l’altro io ho la caratteristica di mantenere erezioni molto prolungate e lei una splendida pluriorgasmica.

Dopo la prima settimana, vedendo che gradiva essere masturbata anche analmente mentre mi stava sopra e la penetravo davanti, iniziammo a fantasticare di eccitanti rapporti perlomeno a 3, dove lei era al centro delle attenzioni mie e di un altro uomo. Dal dirlo al farlo ci passo’ un po’..

Nel frattempo lo facevamo dappertutto: al mare vicino ad altre coppie che ci guardavano e si toccavano, nel mio appartamento a piano terra con finestre aperte e persiane socchiuse sotto lo sguardo dei passanti più curiosi, in albergo con la porta aperta aspettando con desiderio un terzo partecipe dopo una cena in ristorante con lei con indosso solo un abitino in seta indiana, sul terrazzo di una villetta a Budoni….

Ma lei mi precedette ed una sera dopo una litigata ando’ da un suo buon amico che dopo averla consolata inizio’ a scoparla sennonche’ arrivo’ sulla scena il fratello dell’amico, che da sempre marcava stretta Samanta. Evidentemente lei era ben pronta dopo molte prove di fantasia e così lo fecero in 3, come mi confesso’ il giorno dopo mentre scopavamo (me ne accorsi perche’ aveva l’orifizio anale molto dilatato e dolente).
Non mi arrabbiai, anzi ne fui molto eccitato. Pochi giorni dopo, durante un campeggio a Barisardo e mentre eravamo in tenda, cercammo di attirare degli amici vicini di tenda per scoparcela tutti assieme ma purtroppo non ci accontentarono.

Forse pensarono ad uno scherzo, di certo non perche’ Samanta non fosse OK, anzi aveva un gran fisico, era estremamente sexy ed andare a passeggio con lei era tutto un susseguirsi di sguardi eccitati ed invidiosi. Ci riuscimmo il giorno in cui demmo un appuntamento a casa mia ad un comune amico (Antonio), tra l’altro un suo compaesano, col quale io avevo spesso fantasticato, senza citare mai la mia lei, su incontri sessuali plurimi trovando in lui un appassionato teorico.

Dando a Samanta un’orario di arrivo di Antonio falso e lasciando accostata la porta di casa riuscii nel mio intento. Quando lui arrivo’ noi eravamo da un bel po’ in azione fantasticando ad alta voce su cosa avrebbe fatto lei se fossimo stati in 3 e come sempre era lei a parlare, ma quella volta misi come nome di fantasia Antonio, il quale arrivo’ ed eccitato dalla scena si avvicino’ titubante ma Samanta eccitatissima mi guardo’ e capendo il mio gioco tiro’ fuori l’uccello eretto di Antonio e per le successive 4 ore fu solo una cosa da sogno, sia lei che Antonio furono all’altezza delle nostre piu’ ardite fantasie…..