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martedì, settembre 29, 2020

Sesso in volo (racconto Erotico porno XXX)


Il mio volo per Parigi era in business class. Per mia fortuna c'erano un sacco di posti liberi, il mio unico compagno di viaggio era qualche sedile più in là, un grassone che si era addormentato quasi subito dopo il decollo. Mi fanno una rabbia quelli che riescono a dormire ovunque, io non riesco a rilassarmi, specie in aereo. Comunque c'era qualcosa su quel volo che riusciva a distrarmi, l'hostess. Era una bionda platino, un tipo di classe. Sulla targhetta avrebbe dovuto esserci scritto il nome. "Oh, Miss!" c'era scritto.

Mi piaceva, mi piaceva davvero tanto. Eravamo già in volo e Oh Miss scivolava agile nel corridoio sorridendo come se l'aereo fosse stato pieno di gente.Le feci un cenno e lei: «Solo un attimo e sono da lei.»Dopo un po' venne da me e ci mettemmo a parlare. Non aveva molto da fare visto che da una lista di dodici, il numero di passeggeri si era ridotto a due e uno di questi due era praticamente in stato comatoso. Si appoggiò sul bracciolo della poltrona e con sguardo un po' assente cominciò a giocare con una ciocca dei suoi capelli biondi.«Si fermerà a visitare la città?»Non avevo neanche capito la domanda tanto ero impegnato ad ammirare quelle gambe lunghe e snelle che sbucavano da una gonna corta, ancora più corta dal momento in cui si era seduta.«Io ci sono stata a Londra, a Parigi» e mi fece una lista di posti da vedere fino a quando non si accorse delle mie occhiate. Fece scivolare la sua mano dai capelli al collo. Aveva una pelle bianchissima così delicata che si vedevano le vene. Mi sporsi verso di lei e rimpiazzai la sua mano con la mia. Sentivo il cuore che le batteva forte.«Posso...» la sua voce era tremante «ha bisogno di qualcosa?»Lei si alzò e io guardai verso il tipo per controllare che stesse ancora dormendo. Con la testa le indicai la porta del bagno dove andammo a chiuderci a chiave.

«Ho bisogno di qualcosa sì» le dissi prendendola fra le braccia e voltandola verso lo specchio «sì ho proprio bisogno di qualcosa» le alzai la gonna e le tirai giù i collant.Lei si strusciò su di me e al contatto con la sua pelle ce l'avevo già duro.«Non si preoccupi. Faccio da me.»«Vuole scoparmi?»Non le risposi, piuttosto usai il mio cazzo come se fosse la mia voce. Scivolai lungo le sue cosce e arrivai alla fessura. Il suo odore riempiva la toilette, un odore dolce di sesso, calore, bagnato. Le sue cosce erano bagnate e il mio cazzo era così lubrificato che decisi di infilarglielo nel culo, era tutta bagnata e già pronta. Ci guardavamo negli occhi attraverso lo specchio e la sua pelle bianca era diventata rosa dal caldo. Si sbottonò la giacca della sua divisa e mi mostrò un paio di tette bellissime strizzate in un reggisene nero. Le presi entrambi i capezzoli con le dita e li tirai al ritmo della scopata. Lei si spingeva sempre più verso di me come se volesse che andassi ancora più in fondo. Era così aperta che sembrava lo prendesse nel culo tutti i giorni. Era esperta e sapeva come fare per aumentare il piacere. Quando stava per venire sentimmo bussare alla porta, era il grassone che si era appena svegliato.

«Oh, Miss! Mi scusi.»Ma la mia miss era troppo impegnata per rispondere e le uscì solo un «Ohhh».

Dovresti venire in privato - Hot Girls Wanted: Turned On



Una donna su tre non riesce a trovare un porno di suo gradimento: è questo uno dei presupposti da cui parte questa mini-serie documentaristica di Netflix, ricollegata al precedente primissimo episodio Hot Girls Wanted di cui abbiamo parlato su questo sito. Si tratta di una serie di interviste collegate tra di loro dall'indagine sul mondo della pornografia oggi, dagli esordi in VHS alle produzioni moderne in cui, sostanzialmente, sono stati abbattuti i costi a discapito della qualità e della bellezza delle immagini.  Questo in uno scenario in cui solo il 3% del pubblico che vede porno, ad oggi, è disposto a pagare per lo stesso: internet ha finito molto spesso per rendere tutto gratuito. La regista Erica Lust, ad esempio, parla ad esempio dell'idea di un crowdfunding erotico, ovvero dei cortometraggi da lei diretti ed ideati sulla base delle fantasie erotiche che gli vengono spontaneamente inviate dal suo pubblico. 

La partecipazione diretta del pubblico che possa finalmente interagire in modo attivo, seppur virtuale, attraverso il cosiddetto sesso virtuale o cybersex è alla base dell'episodio Dovresti venire in privato (in inglese Take me private), in cui una cam girl (Alice) incontra uno dei sui fan più affezionati, con il quale ha fatto molti show in privato (da cui il titolo dell'episodio) e che acconsente ad incontrarlo. Alice è una donna come tantissime, e si tratta di una delle 5000 ragazze che (racconta l'episodio) finiscono nei siti di migliori camgirl ogni giorno. Le sessioni di chat privata fanno guadagnare ad Alice 3,69$ al minuto, e nella stanza virtuale si possono collegare (sempre a pagamento) anche altre persone: in questi termini, ovviamente, solo la prima persona che ha aperto la chat privata ha il diritto di chiedere qualcosa alla camgirl. Per le sessioni esclusive di chat 1 x 1, in sostanza, il costo è di più del doppio (quasi 9$), ma permette di garantire massima privacy alle due persone che hanno deciso di incontrarsi virtualmente. Si parla di circa 30 milioni di utenti mensili, a livello mondiali, per i 5 principali siti di camgirl.

È la volta del "nerd" Thom, che racconta di essere un appassionato frequentatore di siti di camgirl e di instaurare dei rapporti anche personali con le stesse (un po' come il nostro Mario, suo equivalente italiano, di cui si parlava tempo fa). Thom conosce Alice e fa camming con lei da molto tempo, tanto che la ragazza - nonostante sia felicemente sposata - si convince ad incontrarlo di persona e ad andare a trovarlo in Australia. Il film insiste molto sull'euforia dell'incontro, identica a quella riscontrata in cam, ma ne mette anche in evidenza inevitabili imbarazzi e ambiguità di fondo - come il fatto che decida di dormire in hotel e che lui, comunque, spera rimanga a casa sua. Non spoileriamo volutamente la conclusione della storia per non togliervi il gusto di guardare l'episodio, e ci limitiamo a scrivere che con un format differente (senza ricorrere allo stile tipico dei reality show, in pratica) sarebbe stato ancora meglio. Probabilmente il senso del discorso è che un rapporto con una camgirl, ci permettiamo di scrivere, anche se dura da anni tra fiducia e feeling dovrebbe sempre rimanere tale, cioè virtuale, nel 99% dei casi. E c'è anche più gusto, in molti casi, a lasciarlo così.

L'episodio è disponibile su Netflix a questo indirizzo.