domenica 9 agosto 2020

Guida pratica al porno fetish su Youtube

 Secondo i termini di servizio di Youtube, in effetti, il porno non potrebbe nè dovrebbe apparire da nessuna parte sulla piattaforma. Eppure ci sono moltissimi video che fanno vedere, per quanto siano vestite, donne che hanno orgasmi in pubblico oppure nelle situazioni più strane. Questo è un esempio, tanto per dirvi il primo che siamo riusciti a trovare:

Un altro esempio classico è quello che delle ragazze che provano le mutandine vibranti, in grado di provocare vibrazione a distanza e conseguente piacere. Molto diffusa la variante con le donne che cercano di fare finta di nulla mentre il cameraman dall'esterno le sollecita...

Non è il solo esempio, in genere abbiamo osservato che questi video appaiono e scompaiono periodicamente da Youtube che probabilmente tende a moderarli o bannarli del tutto. Un altro esempio è quello del fetish: su Youtube si trovano moltissimi video dedicati agli amanti del feticismo dei piedi


Questi video appaiono e scompaiono da Youtube, sul quale è possibile trovare effettivamente non dei veri e propri video porno, per la verità, ma comunque dei video molto ambigui dal punto di vista sessuale. E voi, ne avete mai trovato qualcuno anche accidentalmente, ad esempio?

Lezioni private

 

Per arrotondare le magre entrate di studente universitario, avevo iniziato a dare ripetizioni di matematica a ragazzi delle scuole superiori. In breve tempo la notizia si era diffusa ed ogni tanto si presentava qualcuno. Era verso la fine di giugno quando Rita mi telefonò e disperata per il quattro in pagella di Silvia, sua figlia, mi chiese se potevo aiutarla durante l’estate. Fissai loro un appuntamento per il giorno successivo nel primo pomeriggio…

Quando andai ad aprire, rimasi con il fiato in gola: una ragazza bionda, alta e slanciata come una modella accompagnata da una donna sulla quarantina, capelli rossi, non molto alta, ma molto sensuale, che intuìì essere sua madre…

Ci accordammo subito e iniziai il mio lavoro…

Dopo un po’ di tempo mi telefonò Rita per dirmi se per cortesia potevo venire io a casa loro a fare la solita lezione a Silvia, perché avevano avuto dei problemi con la macchina…

Suonai, salìì, e mi aprì Rita. Era vestita con un abito lungo molto elegante, inusuale visto che era il pomeriggio di un’afosa giornata estiva, con un’ampia scollatura dalla quale si intravedeva il seno piccolo ma ben fatto. Mi fece accomodare sul divano, offrendomi un bicchiere di vino bianco fresco e mi disse che Silvia sarebbe arrivata a minuti. Intanto lei si accese una sigaretta e si sedette vicino a me. Iniziammo a parlare del più e del meno finchè iniziò a strusciare la sua gamba contro la mia. Io stavo diventando viola dall’imbarazzo, sarei voluto andare via immediatamente, ma l’eccitazione saliva e il mio membro stava scoppiando nei jeans. Ci pensò lei a tirarlo fuori con una manovra veloce stringendolo alla base…

“Mmm quanto è duro, fammi sentire quanto è buono!”..

” Ti prego… ma se arriva Silvia… “..

“Non arriverà, è andata da una sua amica e…..

Non fece in tempo a finire le parole che le sue labbra stringevano il mio uccello nel più bel pompino della mia vita, sentivo la cappella che le sfiorava il palato e la sua lingua che si agitava frenetica e tremendamente eccitante; la sua bocca andava su e giù per l’asta mentre con la mano mi carezzava i testicoli. Io le avevo posto le mani sui capelli e seguivo il ritmo della pompa, finchè la tirai su e la baciai nella bocca vogliosa. Nel frattempo lei mi stava togliendo i jeans, io l’aiutai liberandomi della polo, rimasi nudo a cazzo ritto. La stesi sul divano e le sfilai il vestito: indossava solo due autoreggenti nere, la troietta aveva organizzato tutto…

La visione era stupenda: lei stesa sul divano con le gambe leggermente allargate e un piccolo cespuglio che copriva le labbra gonfie di piacere e pronte ad essere penetrate; il suo viso e i suoi occhi erano pieni di eccitazione e sensualità che la rendevano ancora più bella di quanto non fosse. Io, estasiato, con l’arnese in tiro puntai verso la sua gemma ma lei con un balzo si alzò e mi disse:..

-Aspetta, ti prego! Iniziò a frugare nella borsa ed estrasse una scatola di preservativi. -Sai, non prendo la pillola. Si mise a sedere sul tavolo, io mi avvicinai e Rita mi aggiustò il cappuccio di lattice sul membro. Non ne potevo più, i suoi movimenti mi facevano impazzire, non vedevo l’ora di sentirla tutta mia..

.

“Vai, fai presto… non resisto… Le sollevai le chiappe dal tavolo e con un colpo di reni fui dentro il suo corpo. Mi buttò le braccia al collo, iniziò a baciarmi e a mordicchiarmi le orecchie mentre io la scopavo sorreggendole il culo con le mie braccia. La sua mente e il suo corpo erano ormai in preda alla lussuria più sfrenata, i suoi occhi manifestavano tutto il suo desiderio di sesso che io dovevo spegnere. Anch’io ormai ero intenzionato a scaricare su di lei tutta la mia potenza per soddisfare le sue voglie, per riempirla di sborra…

Lei indica la camera da letto e tra un sospiro e l’altro, senza rompere l’incastro la porto sul letto:..

qui le sfilo l’uccello e mi butto sulle sue tette, le lecco le aureole dei capezzoli e l’attaccatura dei seni: no… per favore… mi fai venire. . ancora no!. Lei scatta sul letto e si mette a quattro zampe: io salto su, le posiziono la verga in corrispondenza della fessura ed entro. Era bellissimo: i muscoli del suo sesso sembravano risucchiare dentro la mia asta ed ad ogni colpo Rita emette dei gemiti di goduria. Dopo un po che la stavo cavalcando con irruenza, inizia ad urlare: vengo… ancora… vai… mmmmmmmm, sfondami… Immediatamente sento i suoi muscoli rilassarsi segno che l’orgasmo la stava inebriando. Io continuo a sbatterla anche se ormai la sua fica è un mare di umori che si appiccicano alla folta peluria che la ricopre, il cazzo mi sta per scoppiare ma con un movimento improvviso lei si stacca e si mette a pancia in su. Io mi abbasso, mi prendo il membro in mano e lo piazzo tra le sue tette. Non appena mi toglie il profilattico, non fa in tempo a stringere un po’ le tette, che un fiume di sperma le inonda i seni e il collo dipingendo oscenamente il suo bel viso. Lei è di fronte a me, in tutta la sua bellezza, rilassata dopo l’orgasmo tellurico che l’ha sconvolta. Apre il comò, estrae un pacchetto di sigarette e se ne accende una; io mi chino la bacio sulla bocca e sento il sapore del mio nettare unito a quello del fumo…

Da quel giorno, io e Rita siamo diventati amanti, nel senso che quando lei ha voglia di sesso, mi chiama per una ripetizione.

Storia di un'orgia

 

La mia vita è cambiata da quando per puro caso ho conosciuto quella gran gnocca della Samanta, una donna fantastica e molto sexy, che dal primo momento mi ha ispirato subito sesso, e infatti si è rivelata la mia amante più porca (alla faccia del precedente ragazzo che la riteneva frigida).
Dopo i primi rapporti di “riscaldamento” abbiamo subito capito di avere un’enorme affinità sessuale, tra l’altro io ho la caratteristica di mantenere erezioni molto prolungate e lei una splendida pluriorgasmica.

Dopo la prima settimana, vedendo che gradiva essere masturbata anche analmente mentre mi stava sopra e la penetravo davanti, iniziammo a fantasticare di eccitanti rapporti perlomeno a 3, dove lei era al centro delle attenzioni mie e di un altro uomo. Dal dirlo al farlo ci passo’ un po’..

Nel frattempo lo facevamo dappertutto: al mare vicino ad altre coppie che ci guardavano e si toccavano, nel mio appartamento a piano terra con finestre aperte e persiane socchiuse sotto lo sguardo dei passanti più curiosi, in albergo con la porta aperta aspettando con desiderio un terzo partecipe dopo una cena in ristorante con lei con indosso solo un abitino in seta indiana, sul terrazzo di una villetta a Budoni….

Ma lei mi precedette ed una sera dopo una litigata ando’ da un suo buon amico che dopo averla consolata inizio’ a scoparla sennonche’ arrivo’ sulla scena il fratello dell’amico, che da sempre marcava stretta Samanta. Evidentemente lei era ben pronta dopo molte prove di fantasia e così lo fecero in 3, come mi confesso’ il giorno dopo mentre scopavamo (me ne accorsi perche’ aveva l’orifizio anale molto dilatato e dolente).
Non mi arrabbiai, anzi ne fui molto eccitato. Pochi giorni dopo, durante un campeggio a Barisardo e mentre eravamo in tenda, cercammo di attirare degli amici vicini di tenda per scoparcela tutti assieme ma purtroppo non ci accontentarono.

Forse pensarono ad uno scherzo, di certo non perche’ Samanta non fosse OK, anzi aveva un gran fisico, era estremamente sexy ed andare a passeggio con lei era tutto un susseguirsi di sguardi eccitati ed invidiosi. Ci riuscimmo il giorno in cui demmo un appuntamento a casa mia ad un comune amico (Antonio), tra l’altro un suo compaesano, col quale io avevo spesso fantasticato, senza citare mai la mia lei, su incontri sessuali plurimi trovando in lui un appassionato teorico.

Dando a Samanta un’orario di arrivo di Antonio falso e lasciando accostata la porta di casa riuscii nel mio intento. Quando lui arrivo’ noi eravamo da un bel po’ in azione fantasticando ad alta voce su cosa avrebbe fatto lei se fossimo stati in 3 e come sempre era lei a parlare, ma quella volta misi come nome di fantasia Antonio, il quale arrivo’ ed eccitato dalla scena si avvicino’ titubante ma Samanta eccitatissima mi guardo’ e capendo il mio gioco tiro’ fuori l’uccello eretto di Antonio e per le successive 4 ore fu solo una cosa da sogno, sia lei che Antonio furono all’altezza delle nostre piu’ ardite fantasie…..

Giochi a tre dall'estetista

 

Sono una ragazza di 26 anni, alcuni dicono anche molto carina. Ho una carnagione bianchissima e dei lunghi capelli neri, un seno presente, non grande. Vivo in un piccolo paese della Puglia e faccio l’attrice. Una mattina qualsiasi decido di andare dall’estetista per farmi ritoccare le sopracciglia. Lei si chiama Sara, è una donna di 42 anni ben portati, sono sua cliente da anni. E nulla fino ad oggi mi aveva fatto sospettare che fosse lesbica, che le piacessero le donne. Anzi, ancora oggi, dopo quanto è accaduto, mi sembra impossibile.

Dopo i normali saluti, quella mattina, le dissi di cosa avessi bisogno. Cominciammo così a parlare del più e del meno e dopo poco mi suonò il cellulare nuovo comprato il giorno prima. Nel rispondere, l’apparecchio mi cadde dalle mani. Lei lo raccolse, e le si aprì la foto che avevo scattato per scherzo la sera precedente in camera mia. Una foto un po osè, il mio viso e uno solo dei miei bianchissimi seni che usciva dalla spallina abbassata della mia camicetta.

“Carina” mi disse “sei tu?” Io un po’ imbarazzata le risposi di si. Non volevo spiegarle il perché della foto, era una storia tutta mia personale, era uno scherzo tra me e il mio nuovo ragazzo. Si, volevo che mi vedesse così, sexy e lasciva, solo per lui. Mi ero scattata quella foto, da sola nella mia stanza, pensando a lui. Non ridete, ma mi ero pure bagnata pensando a quando l’avrebbe ricevuta. Ero sicura che l’avrebbe apprezzata…

Sara cambiò discorso, si fece un po seria, ritornò al discorso delle sopracciglia e mi propose di fare un trattamento alle gambe. “Dai oggi ti voglio fare un regalo”, mi disse, “facciamo anche la ceretta e ti faccio pagare solo le sopracciglia, dai cominciamo, togliti la maglia e mettiti sul lettino”. La ringraziai, e le risposi che non avevo molto tempo. Lei si feci insistente, “ci metto poco approfittane, prendi due e paghi uno”. Li per li non capii il perché della maglia, che centra la mia maglia con le sopracciglia, perché avrei dovuto toglierla.

Mi stesi sul lettino senza levarla. Lei cominciò a trafficare sul mio viso. Io mi ero rilassata, ero stata ad occhi chiusi tutto il tempo.

Credo che avesse quasi finito quando mi sentii fare una strana proposta: “ti piacciono i massaggi?”. “Si, un bel massaggio sul collo adesso sarebbe la cosa migliore, sei tutta rilassata, sei stata sempre con gli occhi chiusi”. Non feci in tempo neanche a rispondere che sentii le sue mani che mi accarezzavano il collo. Erano mani sicure, decise. Erano movimenti che sapevano dove toccare, dove dare piacere. Rimasi con gli occhi chiuse per un bel po. Accettai supina, quasi passivamente, il suo massaggio. Iniziai a sentire le sue mani, le sentivo forti su di me. Mi facevano uno strano effetto, mi intrigavano. La cosa strana è che non erano mani di donna, erano mani e basta. Io non ho mai avuto rapporti con donne, quindi non so cosa si prova, ma ero certa, non fossero mani di donna. Il mio cervello volava, ero ad occhi chiusi. Sentivo il mio ragazzo vicino, lo sentivo presente. Era come se stessi con lui. Anzi, era proprio lui.

Mi sentii sfilare la camicetta dal mio ragazzo, poi il reggiseno, le sue mani dal collo scendevano sul mio seno. Mi sentii pizzicare i capezzoli, eccolo, è proprio lui, lo fa sempre, pensai. Ero veramente eccitata. Non mi rendevo conto di dove fossi, ero però certa di essere con lui.

Nel silenzio di quella stanzetta, sentivo quelle mani che correvano su di me. In un attimo mi sentii slacciare i pantaloni, me li sentii sfilare. Ero rimasta con le sole mutandine. Erano tutte bagnate per colpa di lui, lo pensavo forte, lo desideravo, volevo sentirlo entrare dentro di me. Intanto le mani non smettevano di accarezzarmi, di massaggiare con dolce insistenza tutto il mio corpo. Mi sentii sfiorare le labbra, sentii una cosa umida, una lingua, che si faceva strada nella mia bocca. L’afferrai, cominciai a succhiarla, a rispondere a quel bacio. Sentii però un sapore diverso, sentii un profumo sconosciuto Non era lui, non sapeva di tabacco. Il suo sapore di sigaro lo riconoscerei dovunque.

Aprii gli occhi, era lei, era Sara, mi stava baciando. Erano le sue mani su di me, non erano le mani del mio ragazzo. Le si accorse che mi ero svegliata, si mise di fianco e il suo bacio si fece molto più profondo. Posò la sua mano sopra le mie mutandine, e senza toglierle mi accarezzo dolcemente, spinse con il palmo sul mio monte di venere e dopo poco mi fece venire. Non erano mani di donna, ne sono certa, era lui.

Una scopata col ginecologo

 

accadde una volta col ginecologo! c’era un giovane medico niente male, che rimpiazzava il mio abituale! siamo nel suo ufficio ginecologico, mi fa divaricare le gambe e infila due dita nella mia fica, sempre guardandomi in faccia e chiedendomi se sento dolore, come va qui, cosa sento lì, io cerco di controllarmi ma sto andando fuori di testa. si gira per esaminare il pop test, , io scendo subito dal lettino, mi avvicino da dietro e gli lecco un orecchio, lui si gira sorpreso, ma non gli do neanche il tempo di fiatare e lo zittisco con un bacio mozzafiato. Allora il suo imbarazzo cede il posto all’arrapamento, quando sento la sua lingua toccare la mia, gli slaccio la cintura dei pantaloni e infilo la mano nei suo slip prendendoglielo in mano e cominciando a segarlo; nel mentre lui mi abbassa le spalline dell’abito estivo di lino, neanche una parola, solo i nostri respiri sempre più ritmici e pesanti, sento che mi divora il collo, mi strizza i capezzoli, poi comincia a succhiarli, mentre mi infila un dito in figa e io continuo a lavorarglielo con entrambe le mani. a un certo punto lo respingo, costringendolo ad appoggiarsi sul lettino, , mi inginocchio e tiro giù tutto, scoprendo un bel cazzo! mi fermo un istante, lo guardo dicendo, , cosa vuoi che faccio?. , risponde , , succhia troia, , comincio a leccare le palle, mentre continuo a menarglielo con la mano, sento la sua mano che mi stringe i capelli, guidando la testa dove vuole lui, lungo il cazzo fino alla cappella, che scorro con la mia lingua mentre gli accarezzo i coglioni. lo infilo tutto in bocca, comincio ad andare su e giù, un va e vieni dalla cappella alle palle, lui perde controllo, , e dal suo cazzo non tiro fuori solo sborra, ma anche sospiri, grugniti, gemiti, portandolo al limite. quando sento quel palo di carne indurirsi in bocca, lo tolgo fuori e dico, , dai vienimi in faccia! sempre tenendomi per i capelli mi riavvicina con decisione il viso al cazzo, io comincio a mitragliarlo con di colpetti di lingua, tenendo sempre la bocca ben aperta, mentre gli accarezzo le palle, uno, due, cinque tocchi ed eccolo mentre mi arriva il primo schizzo in faccia, poi gli altri sulla lingua, sul collo, lui geme come un animale. ora e’ davvero eccitato come una belva, mi solleva e mi gira alla pecorina sul lettino, cominciando a baciarmi e toccarmi ferocemente frustandomi la figa con due dita, portandomi sull’orlo dell’orgasmo, mentre lo incito, , dai, mettimelo dentro, riempimi tutta, , e lui, , allora lo vuoi, vero, troia? Lo vuoi?, , . mi penetra di colpo, lasciandomi senza fiato, cominciando a possedermi con spinte lunghe e profonde, che mi fanno colare la fica mentre mi bacia il collo, poi comincia a spingere più forte, più veloce, sento le palle che sbattono contro le mia fica, gemo come una cagna, io dicendo, , dai, continua, più forte, , cominciamo a pulsare insieme, lui mena colpi feroci col cazzo, poi mi infila una, due dita, in fica andando e venendo come se avessi un altro cazzo dentro, sento il mio seno sobbalzare mentre mi strizza i capezzoli, stiamo venendo insieme, grido, , siiiiiiii, dai, ora!”, lui mena due colpi così forti da farmi comincia a gemere, io sento i capezzoli indurirsi, il cuore battere forte, grido e vengo, arriva subito anche lui, con una sborrata calda che mi inonda il tunnel del culo, mentre dice, , godi, troia, , lo sfila, do un ultima leccata al cazzo ancora umido, mi rivesto, salutai ed uscii!

sabato 8 agosto 2020

Una storia eccitante



Questa è la mia storia: facevo l'infermiera in un ospedale del nord Italia, ed era da un pò di tempo che non frequentavo uomini, anche perchè in questo ospedale era pieno di lesbiche. Oggi ci prova una, domani ci prova l'altra, e alcune volte è capitato di cedere... mi divertivo insieme a loro, e pure un sacco. Le nostre mani e le nostre lingue andavano ovunque, liberamente, navigavano sui nostri corpi affamati di godimento e ci piaceva un sacco. Fuori dagli stanzini dell'ospedale in cui facevamo le nostre zozzate, era tutto normale, formale, noioso... nessuno avrebbe mai sospettato di quel che davvero facevamo all'interno del Porno Hospital.

Questa volta, neanche fossimo in un film erotico, ebbi un colpo di fulmine per un bel ragazzo di nome Marco. L'avevo conosciuto nel periodo in cui assisteva sua madre, una signora anziana di settant’anni, ricoverata proprio dove lavoravo io. Una sera le avevo appena praticato una iniezione quando sulla porta della stanza Marco si rivolse a me chiedendomi una informazione. 

- C’è un ristorante qui vicino dove posso andare a cena? 
- Se m’inviti te lo indico, altrimenti no- replicai scherzosamente. 

Rimase sorpreso dalla mia risposta ed esitò prima di rispondere. Io invece mi ero sentita istintivamente attratta da lui e gli avevo sbiascicato la proposta senza pensarci troppo. 

- Concludo il turno di lavoro alle dieci, se ti va potremmo andarci insieme. 
- Mi stai prendendo per il culo? 
- Non sto scherzando. - dissi. 
- Nemmeno io. 
- Non sei di Parma, vero? 
- No, abito a Piacenza. 
- Pensi di fermarti molto? 
- Stanotte senz’altro. - disse guardandomi fisso negli occhi. 

Non andammo a cena quella sera, ma direttamente a casa mia. Restammo a digiuno fino alla mattina seguente, nutrendoci soltanto della carne dei nostri corpi. Marco se ne andò alle prime luci dell’alba lasciandomi spoglia sotto le coperta della trapunta di piumino, senza affaticarsi in nessuna promessa (come avevo intuito dal suo modo di guardarmi nelle palle degli occhi). 

Avevamo scambiato un po’ di letto senza l’amore, ma pieni di una forte attrazione sessuale, quella sì. Non lo rividi per una intera settimana. La domenica successiva tornò a fare visita alla madre. Scorgendolo seduto accanto al letto dell’anziana donna lo salutai e lui contraccambiò il saluto ammiccando un sorriso, nient’altro. 

All’uscita dalla clinica me lo trovai al portone d’ingresso della clinica ad aspettarmi. 

- Andiamo a casa tua? - disse. 
- A me sta bene. 
- Allora è sì? - 
Sì. 

Poco dopo, eravamo nella stanza da letto di casa mia. Mi ritrovai ad accarezzare il suo giovane corpo anche se non sapevo niente di lui: ma mi eccitava da morire. Mi ero avventurata nella storia con Marco con spregiudicatezza, com’è nel mio carattere, ma non immaginavo che potesse coinvolgermi in maniera così intensa da costringendomi ad una dipendenza sessuale. Quando sua madre fu dimessa dall’ospedale Marco volle sapere il mio numero di cellulare e glielo lasciai. 

Seguitammo a vederci regolarmente ogni fine settimana, alla domenica pomeriggio, quando entrambi eravamo liberi da altri impegni. Di lui non sapevo niente, proprio niente. Immaginavo che avesse una famiglia, dei figli, oppure una fidanzata, ma non osavo chiederglielo per paura di non ritrovarmelo più vicino a me. La nostra storia era sopravvissuta in ragione di una forte attrazione fisica e nient'altro. I momenti d’intimità che vivevamo erano ossigeno puro. Non avevo mai scopato con un uomo con il cazzo circonciso prima di conoscere Marco. 

È stata una piacevole scoperta, anche se preferisco fare scorrere con la mano il prepuzio sulla cappella dei miei amanti mentre li masturbo. Fissavamo gli incontri attraverso il telefono cellulare. Mi dava appuntamento spedendomi la foto del suo cazzo con sovraimpressa l’ora dell’incontro, sempre la stessa: la domenica pomeriggio alle quattro, a casa mia. Durante la sua frequentazione non ero andata a letto con nessun altro. Solo con lui. 

Trascorrevamo i pomeriggi impegnati a entrare, levare, e scambiarci emissione di liquidi organici di ogni sorta. Scopavamo e non avevamo niente da dirci, ma era solo apparenza la nostra. Gli avevo concesso d’incularmi e non era cosa da poco, a pochi uomini avevo consentito di farlo. Aspettavo con ansia che arrivasse il fine settimana per incontrarlo. Ma le cose cambiarono quando cominciai a fargli delle domande. Volevo sapere molto di lui, più di quanto avevo imparato a conoscere in ogni centimetro quadrato del suo corpo. 

E sbagliai. 

- Hai un’altra? 
- Eh? 
- Ti ho chiesto se hai un’altra donna. 
- E’ importante? 
- No. 
- E allora perché me lo hai chiesto? 
- Ho sbagliato a chiedertelo? 
- No. 

Dopo quella volta diventò ancora più enigmatico. La nostra relazione esisteva solo perché eravamo ammalati di sesso ed entrambi lo sapevamo ed eravamo consapevoli che prima o poi saremmo guariti. Non mi era concesso sapere altro, anche se avrei desiderato sapere tutto di lui. Quando smise di chiamarmi non lo cercai, anche se avrei desiderato farlo. Non ho più rivisto Marco in vita mia, e forse va bene così: ma ogni tanto quando guardo dei porno cerco quelli con uomini dal cazzo circonciso.

Nella memoria del cellulare, pero', non ho mai cancellato le immagini del suo cazzo circonciso.

14 confessioni di camgirl reali

Per me è un lavoro fantastico, comporta poca fatica ma devi essere disinibita e pronta quasi a tutto. Devi anche saper dare le regole, la gente a volte esagera.



Ho deciso di fare la camgirl a tempo pieno, nonostante abbia una laurea. Guadagno molto di più e lavoro molto di meno.



Di giorno mamma full time, di notte camgirl. Ed è incredibile pensare a quanti uomini sposati e danarosi abbia potuto incontrare...



Mi piace essere una camgirl. A prescindere dai soldi che sono comunque importanti, per me è eccitante farlo e basta.



Nuova frontiera della mia masturbazione! Prima lo facevo nel segreto della mia stanza, oggi sono una camgirl che lo fa senza mostrare il viso e devo dire che è divertente, remunerativo ed eccitante.



Una volta è venuto il corriere a bussare a casa senza preavviso, mentre facevo uno show. Ho staccato d'istinto, ho aperto, poi mi sono scusata con il cliente e gli ho regalato un secondo show.

Potrebbe sembrare umiliante, e per certi versi è così. Ma c'è l'anonimato, non sei obbligata a mostrare il viso, del resto fare la commessa in una profumeria - pagata in nero!!-  col capo che ti guarda sempre il culo, era davvero più accettabile?



Una volta ho fatto uno show per un cliente che ho scoperto essere una donna. E nonostante sia etero, è stato incredibilmente eccitante.

Siamo degli oggetti fatti di pixel, durante gli show. Ma non siamo bambole e devono rispettarci. Altrimenti, meglio lasciare stare.



Non ci avrei mai pensato. Ho scoperto questa opportunità delle camgirl sbirciando la cronologia delle ricerche di mio fratello. E da lì si è aperto un mondo.

Il mio ragazzo ha scoperto che faccio la camgirl. E l'ha scoperto da un sito di camgirl!

Guadagno dalle 600 alle 6000 euro al mese, dipende dal periodo. In tempi di pandemia, molto di più.

Davvero non capisco perchè uno debba pagarti per insultarti su una webcam su Skype, ad esempio. Ma è proprio così e si eccitano un sacco. Quindi, semplicemente, rispondo ad una domanda!






Non lo farò per tutta la vita, la webcam girl. pero' adesso mi diverto, guadagno e va bene così.

Come trovare il punto G

Come stimolare il Punto G?


 
Fin dall’antichità, in oriente si sapeva dell’esistenza di una particolare zona del corpo della donna che era in grado di portarla all’orgasmo, al di là della clitoride, e che era chiamata “punto del sole” o “punto del piacere”. L’Europa, come spesso accadeva in queste cose, la scoprì molto dopo, quando verso la metà del 1600 un medico olandese, Reigner de Graaf, descrisse questo punto interno alla vagina in un suo trattato di medicina. Il trattato, purtroppo, andò perduto, non gli studi, che furono ripresi nel 1950 (sì, 300 anni dopo!) da Ernst Gräfenberg: anche lui pubblicò in trattato e il nome “punto G” derivò proprio dal suo cognome.

Nonostante gli studi scientifici e le conferme, molti ginecologi continuano a negare che esista davvero un punto G, più che altro perché non vi sono mai state troppe conferme della presenza di terminazioni nervose all’interno della vagina… fino ad oggi! Il professor Emmanuele Jannini, studioso dell’Università de L’Aquila e docente di Sessuologia Medica, è riuscito a trovare il punto G in un gruppo di donne, dimostrando innanzi tutto che esiste realmente, e addirittura localizzandolo con precisione!

Lo studio dimostra che nella maggior parte delle donne il punto G è collocato nella parete anteriore della vagina, circa 4-5 cm dietro la clitoride… ma dentro, ovviamente. È grande più o meno come una monetina da 1 centesimo di Euro e quando è stimolato nel modo giusto si gonfia e sporge un po’, come un bottoncino. Ovviamente, da donna a donna la posizione può essere un po’ diversa: non siamo tutte fatte uguali! Comunque, la zona rimane sempre quella.

Per trovarlo, ovviamente, dovete essere in due. Lei si sdraia a pancia in su e lui inserisce una o due dita nella vagina, tenendo il palmo della mano verso l’alto. Poi, piega le dita e si sposta leggermente. Ovviamente deve essere lei a guidarlo, perché il punto G è difficile da trovare e solo lei sa dov’è che prova piacere o no. Non è detto che riusciate a trovarlo al primo tentativo: nel momento in cui la ricerca diventa fastidiosa, smettete, divertitevi con un po’ di sano sesso e riprovate un altro giorno!
A tantissime donne servono dei preliminari molto lunghi e anche rapporti che durano tanto, per riuscire a stimolare abbastanza il punto G. Non a tutte piace davvero, tra l’altro, mentre in altre può non solo causare un orgasmo molto intenso, ma anche una specie di “estasi”, un po’ come se fossi “fatta di sesso”. Quindi: i preliminari sicuramente servono, e bisogna anche che siano “fatti bene”. Divertitevi, provare nuove situazioni erotiche, che non coinvolgano solo il corpo, ma anche la testa, e arrivare all’orgasmo per mezzo del punto G sarà molto più facile!

Se la stimolazione è fatta nel modo giusto, l’utero inizia a contrarsi e arriva a produrre un orgasmo particolare, lungo ed intenso. Le pareti della vagina producono un liquido chiaro, simile allo sperma, ed, in effetti, è dimostrato che anche la composizione chimica dei due liquidi è molto simile. Ovviamente, quello prodotto dalla donna serve per facilitare la penetrazione e rendere tutto molto più piacevole, oltre che per agevolare il flusso degli spermatozoi verso l’utero.

Le posizioni migliori per stimolare il punto G sono varie: lei sopra, lei stesa a pancia in giù e lui sopra, lei a quattro zampe e lui dietro. In alternativa, potete provare con lui steso a pancia in su, e lei sopra di lui, ma girata di schiena. Un falso mito è che la posizione “del missionario”, ossia la classica “lui sopra, tu sotto”, stimoli il punto G: questa è in assoluto il modo meno stimolante! L’ideale è provare, provare e provare: dopotutto, sperimentare in questo campo è sempre bello, no?

Una notte di fuoco

Somo una ragazza di 28 anni, e dopo tre anni di fidanzamento sono stanca del mio ragazzo, visto che prende una promozione dietro l'altra e pensa solo al suo lavoro. Stasera lo mando al diavolo, gli dico che esco con Mari e tornerò a notte fonda, divertendomi in ogni modo...
Gli mando un sms e mi risponde un semplice "ok" maledetto...non è per niente geloso. Voglio essere al meglio per questa serata, so già dove andare e cosa fare...Uso il mio bagnoschiuma al cioccolato e sotto il getto dell'acqua calda sembro riprendermi, mi avvolgo in un asciugamano controllando che i miei lunghi capelli siano rimasti interamente asciutti. Per prima cosa metto un completo nero in pizzo, il sopra sembra un pò piccolo ma una terza stretta può solo donarmi, il perizoma seconda invece sembra cucito sul mio fondoschiena, perfetto.
Autoreggenti nere, minigonna leggera nera, maglia scollatissima, tacco a spillo, del nero per l'intensità degli occhi e dello sguardo e sono pronta. No, prima del profumo sul collo...
La serata va perfettamente...il ristorante è bellissimo e a casa sua il film del dopo cena si protrae per altre due ore più del previsto...Finalmente una vera serata.
Torno a casa alle 4 di notte sorridente, tolgo le scarpe all'entrata per non fare rumore ma arrivata in camera trovo una luce accesa e Ivan mi si scaglia contro furibondo, urla, strepita, inveisce contro di me.
"Dove sei stata?? Hai fatto male i tuoi conti troietta! Sai chi ha chiamato stasera? Si si, la tua amica Maria, ti cercava, non eri con lei?? Ti sei divertita stasera?? Ma guardati, troia!"
è troppo arrabbiato per parlargli, cerco soltanto di uscire fuori dalla camera perchè mi spaventa
"Sta ferma!!" Butta giù il comodino con la sveglia e tutto si rompe. Lo guardo, ho paura, butto le scarpe a terra e mi allontano, è più veloce di me, mi afferra e mi spinge contro il muro schiacciandomi col suo corpo. Chiudo gli occhi, è molto più forte di me, tremo e se ne accorge. Di colpo la sua voce diventa un sussurro...
"Come hai potuto? Ti amavo..."
Mi bacia piano il collo, me lo sfiora con le labbra, io rimango immobile, attonita e poi sento la sua lingua scorrere sulle mie spalle, sul collo, sul lobo e i miei sensi si accendono, mi bacia le labbra ed è come un fiume in piena che m'investe, un fuoco che brucia dentro di me, è passione pura, mi alza la gonna e con prepotenza le sue dita entrano dentro di me, è forte, è eccitante, mi fa impazzire, il mio respiro diventa irregolare, lo abbraccio e le mie unghia gli torturano la schiena, gemo tra lui e il muro mentre le sue dita mi fanno sua e io sto per venire...
"Sei una troia..."
Si stacca di colpo con un insulto. Non ci credo!
"Bastardo!"
"E' ciò che ti meriti!"
"Maledetto!" Gli corro dietro, lo afferro e lo spingo sul letto, non doveva farmi un simile affronto! Gli salgo di sopra e lo bacio con la stessa forza che aveva lui in corpo, lo sento arrendersi e scivolo verso il basso, gli torturo il collo, le spalle, il petto, la pancia ed infine lo libero dei jeans e dei boxer. E' evidente che la sua ira non intacca in alcun modo la sua erezione, è perfetta. Glielo lecco, tutto, lo faccio mio, lo infilo in bocca, entra ed esce a contatto con la mia lingua, sento il suo respiro crescere e la mia lingua insiste, instancabile di averlo con sè, è mio, è in mio possesso, lo sento sospirare, cercare di trattenersi ma la mia bocca, le mie labbra, la mia lingua lo torturano con abilità...Mi alzo e smetto.
"Tieni bastardo!"
Ho avuto la mia rivincita.
Impreca ancora disteso, rimane in quella posizione per qualche secondo mentre sorrido tra me e me, ancora bagnata di lui ma troppo vendicativa per ammetterlo.
Ma in un secondo lo sento muoversi, mi giro ed è già su di me, mi sbatte al muro, le sue mani mi stringono forte i polsi, troppo forte, nel contatto col muto sbatto la testa, mi esce un gemito di dolore mentre non riesco neanche più a muovermi.
"Piccola..." mi lascia un polso per accarezzare il punto che mi faceva male, non lo capisco ma mi attrae sempre di più. Alzo la testa porgendogli la mia bocca ma lui mi sfiora solamente "L'hai capito che sei mia..." Mi spinge sul letto, non ho più voglia di resistergli, mi libera dalla maglietta, mi bacia il seno, me lo accarezza e il mio piacere sale, sale, sale...Mi bacia e mi allarga le gambe, con una mano strappa un filo laterale del perizoma.
"Che cazzo fai..."
"Shh..." e non me lo faccio dire ancora... Ripete il gesto dall'altro lato, me ne libera e poi è solo piacere, puro ed immenso piacere che si muove su di me, dentro di me...I miei sospiri diventano gemiti ed aumentano...
"E lui ti faceva gridare così?"
Non ho la voce per rispondere mentre mi prende con forza...le mie unghie sotto la sua maglietta lo feriscono per sentirlo ancora di più...e sento il mio piacere esplodere...e questa volta lui c'è, rimane, mi ascolta con le labbra sulle mie mentre viene un'istante dopo, insieme a me...per me...
Si stende sul letto accanto a me...osservo il tetto...
"Roby..."
"Che c'è?"
"Ero uscita con Marika, non con Maria..."

domenica 2 agosto 2020

Migliori canali Telegram porno VERIFICATI



Sei pronto a vedere la lista verificata dei canali porno di Telegram sicuri da visitare e privi di malware e virus? Ecco la lista dei migliori gruppi e canali Telegram per adulti!!!
  1. @tporndotcom
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venerdì 31 luglio 2020

Truffe camgirl, come difendersi

In Italia moltissime donne sono realmente camgirl, quindi fanno questa attività davvero senza trucco e senza inganno; in molti casi, pero', potrebbe capitare di avere a che fare con truffe. E non facile capirlo, se non si conoscono alcune cose e se non si prendono gli opportuni provvedimenti.

Evitate di cercare camgirl a caso / sui siti di annunci / su Google



Se cercate su Google vi usciranno spesso siti di annunci, con il contatto della persona via Skype o email; in questi casi evitate sempre di contattarle, soprattutto se vi diranno che vogliono essere pagate prima con metodi non tracciabili. Attenzione alle truffe, quindi!

I siti di annunci italiani sono pieni di finte camgirl che vi chiedono i soldi, si fanno pagare e poi spariscono. A volte fanno solo finta di darvi retta perchè vogliono essere pagate, oppure vi invieranno un video in streaming in cui non sono davvero loro. Come regola generale, inoltre, se non conoscete bene la donna evitate di mandare in streaming il vostro video con il viso visibile, perchè potreste essere registrati. LE camgirl amatoriali esistono e ci sono quelle che fanno show sexy su richiesta o sono disponibili anche solo per due chiacchiere, ma bisogna andare nei posti giusti per cercarle.

Una buona regola, a questo punto, è quella di usare sempre i siti web ufficiali di camgirl, che permettono di pagare direttamente mediante sito ed in caso di mancato show, vi rimborseranno. I siti indicati nel nostro blog sono tutti affidabili, hanno metodi di pagamento sicuri (inclusi pagamenti anonimi con PaySafeCard o bitcoin), hanno liste di camgirl accreditate e certificate e, soprattutto, permettono di divertirvi senza rischi.

Non usate i vostri account social ufficiali o aziendali per contattare le camgirl

Create sempre una mail apposta ed un account social dedicato per queste cose, per un fatto di privacy e perchè potreste essere ricattati in seguito, visto che potrebbero registrarvi mentre "fate cose" in webcam a vostra insaputa, e poi potrebbero minacciare di girare il video ai vostri contatti.

Non pagate mai con PostePay e metodi di pagamento non tracciabili

In genere non dovete mai magari con carte prepagate o con metodi non tracciabili, perchè c'è il rischio che vi chiedano i soldi, si facciano pagare e poi spariscano nel nulla.

Recensione - Hot Girls Wanted (2015)


Hot Girls Wanted (2015) è un documentario prodotto e distribuito da Netflix, che molto sta facendo discutere per via dei contenuti: il film, infatti, va ad indagare su come vengano prodotti i porno amatoriali (come ad esempio quelli di RealityKings), partendo dalla provincia americana da cui, si dice nel film, la maggioranza delle pornostar provengono. Questo è un film su quelle che negli USA vengono chiamate un po' asetticamente sex workers: le attrici dei film porno che vengono venduti su internet.

Se ci tenete a sapere come nascano le produzioni porno amatoriali che vediamo ogni giorno (o quasi) su Youporn e affini, qui troverete la risposta. Impressiona anzituttol'età media delle attrici, che va dai 18 ai massimo 24 anni - non c'è dubbio su questo, visto che le attrici fanno principalmente porno di genere teen, fetish e (come si vede anche nella parte finale del film) anche qualcuno con declinazioni violente. Tutto finto e simulato, per carità, ma le ragazze ne escono segnate nella metà dei casi: su quattro attrici selezionate per il documentario, di fatto, solo una deciderà di abbandonare definitivamente l'ambiente dopo averci guadagnato quasi 25.000 dollari in 4 mesi (e marginando su un utile di soli 2000, alla fine). In molti casi, poi, varie pornostar si esibiscono anche in webcam con spettacoli in diretta, ed in alcuni casi continuano a farlo come libere professioniste in modo individuale.

La formula di base è sempre la stessa: il produttore ospita a casa propria le ragazze che riesce a trovare tramite annunci su Craiglists, il sito di annunci (mai arrivato in Italia) parecchio controverso negli USA, per via dello scarso controllo dei contenuti: ci possono postare annunci di ogni genere, ed in molti casi le ragazze rispondono con entusiasmo pur di sfuggire al controllo (spesso repressivo) delle rispettive famiglie. Il film mostra come il produttore tenda a creare un ambiente positivo in cui far stare le ragazze: cagnolini ovunque, massima cordialità, alcool e cene offerte, nessuna allusione sessuale nemmeno accennata fuori dal set. Poi i film vengono girati altrove, e le ragazze si alternano nelle varie prestazioni venendo pagate dai 300 dollari per un blowjob fino ad arrivare a circa un migliaio di euro per i forced blowjob. Le registe Jill Bauer e Ronna Gradus, peraltro, sottolineano come circa il 40% della pornografia sia di natura prettamente sessista e tenda a mostrare una donna sottomessa all'uomo, ma una delle attrici replica a riguardo che è meglio che la gente paghi per un porno (comunque simulato) che per fare gratuitamente quelle cose nella realtà, a qualche altra donna. La discussione rimane ovviamente molto controversa in merito, con più domande aperte che risposte effettivamente fornite.

Il film merita una visione se vi interessa il genere e vi va di curiosare, quindi. Piace molto meno il format, che in certi momenti ricorda quello di un "Grande Fratello" qualsiasi - ed in svariati punti sfiora il mieloso, oltre a tendere ad annoiare lo spettatore durante la visione dello stesso (probabilmente troppo diluito e troppo lungo, così come inesorabile nel suo incedere). Nonostante questo, un film che ha risposto ad una domanda che potrebbe incuriosire parecchi di noi, sia uomini che donne.

   

È possibile vedere Hot Girls Wanted su NetFlix.

Dovresti venire in privato - Hot Girls Wanted: Turned On



Una donna su tre non riesce a trovare un porno di suo gradimento: è questo uno dei presupposti da cui parte questa mini-serie documentaristica di Netflix, ricollegata al precedente primissimo episodio Hot Girls Wanted di cui abbiamo parlato su questo sito. Si tratta di una serie di interviste collegate tra di loro dall'indagine sul mondo della pornografia oggi, dagli esordi in VHS alle produzioni moderne in cui, sostanzialmente, sono stati abbattuti i costi a discapito della qualità e della bellezza delle immagini.  Questo in uno scenario in cui solo il 3% del pubblico che vede porno, ad oggi, è disposto a pagare per lo stesso: internet ha finito molto spesso per rendere tutto gratuito. La regista Erica Lust, ad esempio, parla ad esempio dell'idea di un crowdfunding erotico, ovvero dei cortometraggi da lei diretti ed ideati sulla base delle fantasie erotiche che gli vengono spontaneamente inviate dal suo pubblico. 

La partecipazione diretta del pubblico che possa finalmente interagire in modo attivo, seppur virtuale, attraverso il cosiddetto sesso virtuale o cybersex è alla base dell'episodio Dovresti venire in privato (in inglese Take me private), in cui una cam girl (Alice) incontra uno dei sui fan più affezionati, con il quale ha fatto molti show in privato (da cui il titolo dell'episodio) e che acconsente ad incontrarlo. Alice è una donna come tantissime, e si tratta di una delle 5000 ragazze che (racconta l'episodio) finiscono nei siti di migliori camgirl ogni giorno. Le sessioni di chat privata fanno guadagnare ad Alice 3,69$ al minuto, e nella stanza virtuale si possono collegare (sempre a pagamento) anche altre persone: in questi termini, ovviamente, solo la prima persona che ha aperto la chat privata ha il diritto di chiedere qualcosa alla camgirl. Per le sessioni esclusive di chat 1 x 1, in sostanza, il costo è di più del doppio (quasi 9$), ma permette di garantire massima privacy alle due persone che hanno deciso di incontrarsi virtualmente. Si parla di circa 30 milioni di utenti mensili, a livello mondiali, per i 5 principali siti di camgirl.

È la volta del "nerd" Thom, che racconta di essere un appassionato frequentatore di siti di camgirl e di instaurare dei rapporti anche personali con le stesse (un po' come il nostro Mario, suo equivalente italiano, di cui si parlava tempo fa). Thom conosce Alice e fa camming con lei da molto tempo, tanto che la ragazza - nonostante sia felicemente sposata - si convince ad incontrarlo di persona e ad andare a trovarlo in Australia. Il film insiste molto sull'euforia dell'incontro, identica a quella riscontrata in cam, ma ne mette anche in evidenza inevitabili imbarazzi e ambiguità di fondo - come il fatto che decida di dormire in hotel e che lui, comunque, spera rimanga a casa sua. Non spoileriamo volutamente la conclusione della storia per non togliervi il gusto di guardare l'episodio, e ci limitiamo a scrivere che con un format differente (senza ricorrere allo stile tipico dei reality show, in pratica) sarebbe stato ancora meglio. Probabilmente il senso del discorso è che un rapporto con una camgirl, ci permettiamo di scrivere, anche se dura da anni tra fiducia e feeling dovrebbe sempre rimanere tale, cioè virtuale, nel 99% dei casi. E c'è anche più gusto, in molti casi, a lasciarlo così.

L'episodio è disponibile su Netflix a questo indirizzo.

Camgirl italiana: intervista a Patrizia



Patrizia (nome di fantasia) ha risposto alle domande della nostra intervista, svelando nuovi aspetti di interesse relativi al mondo delle camgirl. Per lei, in fondo, sembra essere un lavoro come un altro... Ripubblichiamo molto volentieri dopo qualche piccola aggiunta e correzione.

Intervista del 16 luglio 2019 ore 21:53

Da quanto tempo fai la camgirl?
più di 1 anno

Come hai scoperto questa possibilità?
Da internet

Hai mai fatto show assieme ad altre ragazze? Es. show di coppia lesbo
No

Hai mai fatto show assieme ad un partner? Es. show di coppia etero
No

Mostri il tuo viso in cam?
A volte.

Quando fai la camgirl di solito?
Quando ho tempo

Ti sono mai arrivate richieste di incontri dal vivo?


Accetteresti di incontrare qualche "cliente" di persona, se te lo chiedesse? 
No, mai

Come si comportano con te i tuoi clienti? Tendono a pensare solo al sesso, sono carini, sono sgarbati...
Pensano al sesso

Di solito quanti anni ha il tuo cliente, di solito? Puoi dare più risposte
30-39 anni, 40-50 anni

Quale tipo di show ti chiedono più spesso?
Anal

Ti è capitato di ricevere, durante lo show, richieste di incontri di persona?
Qualche volta
 
Mi racconti l'esperienza in webcam (o la richiesta che ti hanno fatto) che ti ha eccitato sul serio o che almeno ti è piaciuto fare?
spogliarello e poe masturbazione

Di solito raggiungi l'orgasmo nello show?
Faccio finta 

per te fare la camgirl è solo lavoro o anche piacere?
Solo un lavoro come un altro

Tra i tuoi amici o parenti c'è qualcuno che sa che fai la camgirl?
No

Lavori da sola o per conto di altri (ad es. agenzie/studio)?
Con studio o agenzia

 Grazie, Patrizia! Continuate a leggere altre interviste nel nostro sito da qui.
 



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