Camgirl connesse ORA

domenica 26 luglio 2020

Un sogno che si avvera


E’ passato un po’ di tempo, il ricordo del sogno che mi ha scombussolato non ancora sbiadisce. Ogni tanto mi ritrovo a ripensare con notevole presenza le scene del sogno. Intanto la nostra vita sessuale continua tra alti e bassi. Ogni tanto ci concediamo qualche piccola “sosta” per ridurre lo stress che il nostro lavoro ci costringe ad accumulare, nulla a sapere che la vita ci sta riservando la più inaspettata delle situazioni che noi potessimo mai immaginare. Il nostro lavoro ci permette di conoscere molte persone, con alcune delle quali abbiamo stretto una buona amicizia, gli artefici del cambiamento in questione sono Claudio e Silvana una frizzante coppia di quella fantastica terra che è l’Umbria. Nostri quasi coetanei e anche loro ( manco a farla apposta) con problemi molto simili ai nostri. Proprio durante uno di questi incontri, ci hanno offerto di passare un breve periodo di ferie nella loro piccola tenuta, per poterci “ disintossicare “. Nonostante la riluttanza a dover lasciare la casa e i figli, l’insistenza dei nostri amici e riuscita penetrare e convincere Chiara, così ci prepariamo a passare il più “ movimentato “ ed incredibile weeckend della nostra vita.
Arriva il giorno della partenza, raccomandazioni, saluti e via, in viaggio. Durante il tragitto rimanemmo letteralmente rapiti dalla bellezza del paesaggio che ispirava tranquillità e relax.
Arrivati a destinazione rimanemmo veramente stupiti della “sistemazione “ che ci aspettava; era una bellissima villetta in campagna tranquilla e molto discreta, circondata da una grande tenuta che Claudio e Silvana utilizzavano per lo più per la loro passione: L’equitazione. Possedevano due bellissimi puledri, un maschio ed una femmina con i quali si divertivano in lunghe passeggiate nei numerosi percorsi di campagna che circondavano la tenuta.
Ci vengono incontro molto felici del nostro arrivo, finalmente avranno buona compagnia per un po’ di tempo, giacché vivono da soli in quanto l’unica figlia, Sara vive in città per motivi di studio. Ci accompagnano nella nostra camera e dopo averci fatto conoscere tutta la casa ci rinfreschiamo per poi ritrovarci tutti insieme a pranzo. Discutiamo allegramente ed animatamente di tantissimi argomenti, sembra quasi ci siamo già dimenticati del nostro lavoro e del conseguente stress. Poi alla fine ci confessano dell’unico problema esistente: loro due al mattino fino al pomeriggio non sarebbero stati presenti a causa del lavoro, ma questo non doveva essere motivo di preoccupazione, in casa c’era tutto di tutto, e questo particolare ci era stato volutamente omesso per evitare che influenzasse negativamente sull’accettazione del loro invito. Dopo una tranquilla notte tutto riposo ci prepariamo a iniziare a vivere la nostra vacanza in tutta “ tranquillità “, l’unica preghiera fattaci, era quella di dare ogni tanto un’occhiata ai cavalli ed eventualmente darci un po’ d’acqua, inizia così la nostra grande avventura godereccia.
Dopo una buona ed abbondante colazione, fattaci trovare già pronta in tavola dai nostri amici (dormivamo beatamente e non hanno voluto svegliarci ), siamo scesi in cortile e dopo aver assaporato il fresco profumo della campagna ci siamo diretti nella stalla dei cavalli per prendere confidenza con l’unica mansione che ci era stata affidata. Era molto spaziosa e contrariamente a quanto potevamo immaginarci molto pulita, quasi una cantina e non dava assolutamente l’idea di essere in una stalla. Ci avviciniamo e subito ci rendiamo conto dell’assoluta docilità dei due animali i quali si lasciavano tranquillamente accarezzare , anzi sembrava quasi che richiedessero apposta tali attenzioni. Mia moglie era attratta dalla superba portanza dello stallone dal lucido e morbido manto marroncino e continuava ad accarezzarlo non accorgendosi che nel frattempo il puledro forse per le carezze, forse anche dalla presenza della cavalla affianco iniziava ad eccitarsi cominciando a tirare fuori il suo enorme cazzo. In un lampo il sogno fatto si impossessò di me, rividi mentalmente tutte le scene ed anche io provai una strana ed irrefrenabile eccitazione. Poi ridendo dissi a mia moglie che se non la smetteva di accarezzare il cavallo,quello gli sarebbe saltato addosso; immediatamente capì e fece una balzo all’indietro ridendo e stupendosi di ciò che stava accadendo, intanto sembrava che i suoi occhi fossero rimasti incollati su quell’enorme cazzo che penzolava sotto la pancia dell’animale, poi continuando a scherzare su quanto successo, cambiammo l’acqua agli animali ed andammo via, ma era evidente che Chiara era rimasta scossa da quanto visto, ed aveva un’aria assorta ed assente, pensierosa. Rientrati in casa non feci in tempo a chiudere la porta che lei iniziò ad accarezzarmi sulla schiena ed abbracciandomi da dietro iniziò a mordicchiarmi sul collo, lambendomi con veloci colpi di lingua i lobi delle orecchie, trasmettendomi piacevoli sensazioni come piccole scosse elettriche. Poi mi saltò letteralmente addosso, era così eccitata che quasi mi strappò di dosso la camicia. Fatta volare la sua gonna, il suo minuscolo perizoma rimase ben in vista: era completamente bagnato dagli umori della sua fica. Mi costrinse quasi a distendermi e con foga mi liberò il cazzo , che nel frattempo era diventato duro come il marmo, dai pantaloncini, iniziando una performance che non avevo il piacere di godere da tanto. Ma un pensiero intanto si era impadronito di me: era stato ciò che era successo nella stalla che aveva scatenata la libido di Chiara ?…. o no! Nessuno dei due disse nulla a riguardo e neanche ne accennai con Claudio e Silvana aspettando che fosse Chiara a parlarne. Ma così non fu, evidentemente era stato proprio quel episodio ad averla turbata, e l’imbarazzo le impediva di parlarne.
Per tutto il giorno non feci altro che pensare a quanto avvenuto di capire se fosse possibile dare un seguito a ciò. Iniziai a pensare ad un sistema che mi permettesse di capire tale possibilità senza rischiare di urtare la suscettibilità di Chiara e quindi rovinare tutto (vacanze comprese). Dopo un po’, decisi di attuare un piano molto discreto e semplice: messomi a lavorare sul mio inseparabile portatile, scaricai da internet un filmato di zoofilia abbastanza spinto e che faceva al caso, con una trama che aveva delle analogie con quanto successo ma nel quale la protagonista si esibiva in spettacolari penetrazioni ed altro con un superbo stallone nero. Montai il filmato, accodandolo ad un altro normale film porno e mi preparai il modo di proporlo di vedere in nottata a Chiara. Dopo una deliziosa cena, magistralmente accompagnata da un vinello malandrino(del quale le ragazze fecero un buon e largo uso) l’atmosfera si era scaldata oltremodo; i doppi sensi si sprecavano ed era evidente che le donne erano alquanto eccitate ed ansiose di dare un seguito alla serata. Uno sguardo d’intesa e tutti capimmo che era arrivato il momento di ritirarci nelle rispettive stanze. Andati a letto, Chiara iniziò subito a stuzzicarmi. Era evidente il suo stato di leggera ebbrezza, che la rendeva assolutamente disponibile, anche se traspariva ancora turbata per quanto accaduto in mattinata, ma io anziché corrispondere le sue avance le proposi di vedere un film, anche per rilassarci. Vedendo il film ogni tanto facevo finta di appisolarmi, simulando un po’ di stanchezza ma in verità spiavo con la coda nell’occhio le sue reazioni. Dopo un po’ il film cambiò di colpo la trama, ma lei continuò a vederlo mostrando interesse per ciò che il film mostrava , io facevo finta di sonnecchiare ma aspettavo con ansia il momento. Di colpo avvertii dei movimenti, iniziava a toccarsi dapprima con delicatezza e leggerezza poi man mano con crescente foga tanto che io dovetti simulare un brusco risveglio causato da ciò. La scena era spettacolare: si masturbava oscenamente sulle scene che scorrevano a video! La protagonista del film spompinava l’enorme cazzo di un puledro cercando di inghiottirne quando più poteva. Poi inizio a penetrarsi in tutti i modi finendo in una penetrazione anale sbalorditiva. Mia moglie era sconvolta, aveva abbandonato ogni ritegno e continuando a masturbarsi con una mano, afferrò con l’altra il mio cazzo, duro e pulsante, ed inizio a spompinarmi con una foga tale che sembrava volesse succhiarmi l’anima, la sollevai letteralmente e la posi girata con la fica grondante sulla mia faccia: un 69 da favola! La mia lingua che si insinuava nel suo dolce e delizioso buco mentre lei talvolta lo inghiottiva così in fondo da toccare con le sue vogliose labbra il mio peloso inguine. Così mentre amoreggiavamo iniziai a parlargli…. di un mio sogno fatto in precedenza e che glielo avrei fatto leggere perché ne avevo fatto un breve racconto…. di quanto successo, soffermandomi sulla sua curiosa reazione e sulla erezione del puledro; lei non rispondeva, anzi aumentava la foga con la quale mi spompinava fino a quando iniziai a scaricargli direttamente in gola una quantità industriale di sborra (stranamente bevve avidamente tutto fino a succhiare e slinguare le ultime gocce, cosa mai fatta in precedenza). Poi mi saltò addosso infilandosi sul cazzo prima che si afflosciasse ed iniziò a cavalcarmi selvaggiamente, io gli stringevo con forza le tette che mi ballavano sul naso fino al farla urlare in un misto di dolore e piacere che la facevano impazzire. La girai e sollevatogli i culo, gli allargai le natiche con le mani puntandogli la rossa cappella sul buco, ma prima che io spingessi, lei con un rapido e deciso movimento all’indietro se lo infilò tutto in un sol colpo, emettendo un rauco e gutturale lamento: poi inizio a dare colpi accompagnati dai miei, sembrava volesse squassarsi in un delirio incontrollato, inizio a farfugliare….si…lo voglio…. fammi squassare la fica ed il culo….lo voglio, lo voglio ed infilandosi tre dita nella fica simulava una doppia penetrazione fino a quando venimmo insieme in un estasiante orgasmo che ci annullò completa- mente. Poi ci abbandonammo e ci addormentammo senza dire più una sola parola.
L’indomani mi alzai di buon’ora, Silvana e Claudio erano andati via da poco, durante la notte avevo pensato molto a quanto stava acca-dendo ed ora era il momento di mettere in atto un piano che avevo studiato. Preso il mio portatile, lo collegai alla stampante di Claudio e stampai il mini-racconto del mio sogno, poi lo piegai e lo misi sul mio cuscino accanto a Chiara, che dormiva ancora beatamente scrissi due righe dicendogli che andavo in città per fare una veloce commissione e fatta una corroborante doccia fresca mi vestii ed andai via. Rimasi fuori circa un’ora e mezza, ero soddisfatto, avevo trovato quanto cercavo ed ero così eccitato che non stavo più nella pelle per quanto stavo per mettere in atto. Entrai di soppiatto e lentamente mi avviai verso la nostra camera; la luce era ancora soffusa, segno questo che Chiara stava ancora a letto, arrivato vicino alla porta sbirciai ed con mia somma soddisfazione vidi quanto mi aspettavo: Chiara stava leggendo con molta attenzione il racconto, ma con la mano si stava masturbando con struggente passione , alla mia vista sobbalzò, ma in breve ritornò subito alla lettura…ed il resto. La baciai delicatamente sul ventre nudo tracciando con la punta della lingua un solco fino al suo infiammato clitoride, gemette languidamente, poi gli dissi che avevo una sorpresa ma lei poteva, anzi doveva continuare in ciò che stava facendo. Andai nell’altra stanza ed aprii il pacco con ciò che avevo comprato: Un mastodontico vibratore, un vasetto di crema emolliente e lubrificante ed infine un vero gioiellino Hi. Tech, un vibratore auto-gonfiabile con telecomando. Ritornai nella stanza da letto, intanto Chiara si masturbava in maniera concitata tanto il racconto l’aveva turbata, mi avvicinai ed iniziai a slinguarla delicatamente sul clitoride, inarcando la schiena si offriva spudoratamente a gambe larghe allora presi il lubrificante ne spalmai in abbondanza sulla sua vagina e sul suo dolce buchetto posteriore. Lei all’inizio rimase un po’ sorpresa, poi girando all’indietro la testa si godeva ogni minima attenzione verso la sua fica. Preso il vibratore auto-gonfiabile glielo passai prima delicatamente sul clitoride, cosa che gli causò una scarica di piacere poi passai ad infilarglielo nella sua fradicia fessura. Presogli la mano la portai a tenere il vibratore e subito iniziò ad usarlo con dovizia , spogliatomi mi avvicinai con il cazzo ormai eccitato da morire alla sua bocca facendogli iniziare così un pompino magistrale. Più andava avanti, più muoveva velocemente il vibratore, allora preso il telecomando iniziai a gonfiare il vibratore, che man mano diventava, con sommo piacere di mia moglie, più lungo e più grosso. Anche se molto stupita di questo, Chiara non si fermava anzi sembrava gradire quel “coso” che gli cresceva dentro la fica, rovistandogliela e dilatandogliela oltremodo. Lo infilava e lo estraeva ora più lentamente, considerato le dimensioni che ormai il vibro aveva assunto, ma quando lo infilava poco ci mancava che infilasse dentro anche le dita tanto lo spingeva in profondità, intanto continuava a spompinarmi con un’espressione languida e persa, come se stesse galleggiando in un’altra dimensione, lentamente presi l’altro vibratore, il “mostro”, già in precedenza ben lubrificato, ed avvicinatolo al clitoride, glielo strusciai con delicatezza. Subito spalancò gli occhi ed alla vista di quel mostro fece un gesto di stupore frammisto a timore. Con naturalezza e dolcezza gli dissi: non era così che lo volevi? Come quello di Jack? (il nome del puledro). Sei un maiale mi rispose subito con aria rassegnata e per niente contrariata. Iniziai così a massaggiargli lo sfintere con quella enorme cappella vibrante, e lei inizio con rinnovata lussuria a masturbarsi con l’altro, facendolo scorrere a tratti velocemente, a tratti lentamente nella fica, infilandoselo, talvolta, con goduria fino in fondo. Io spingevo ogni tanto la cappella sullo sfintere, ottenendo una lenta ma inesorabile dilatazione frammista a rilas-samento e piacere; ma non disdegnavo neanche di spingere il mio cazzo nella sua gola come se fosse la sua fica. Ormai era in balia dei suoi sensi, abbandonata come una bambola ma viva del piacere che la struggeva. Poi con un gesto risoluto disse: dammelo, lo voglio…, lo voglio…., e sfilatosi il vibro lo buttò sul letto come un palloncino rimanendo con la fica rossa e spalancata, ( il vibratore ora che era fuori mostrava la sua dimensione , che non era assolutamente da disprezzare) afferrato il “mostro”, lo puntò con decisione sulla fica e iniziò a spingere. Le labbra della vagina si allargavano come le sponde di un torrente, il cazzone iniziava ad entrare facendo sospirare come una cagna in calore mia moglie, gemeva e si passava la lingua sulle labbra in segno di grande piacere poi si rituffava sul mio cazzo. Dopo un po’, il pur grande vibratore era tutto infilato nella fica come una spada nel fodero (e che fodero!!). ogni tanto gli piaceva sfilarselo piano tutto, lasciando la fica completamente aperta e slabbrata e poi infilarselo tutto, con foga quasi a farsi volontariamente male, ma ne uscivano solo lamenti segno evidente del grande piacere che provava. Era il momento buono, gli sfilai il vibratore e buttatolo sul letto la guardai;anche lei mi guardò smarrita, non capiva poi gli dissi: andiamo, è l’ora di dare da mangiare ai puledri! In un lampo intuì, mi guardò senza dire una parola, poi ammiccando un sorrisino complice disse: hai ragione, i cavalli ci stanno aspettando, e senza dire altro mise una mogliettina ed una gonna (senza slip, naturalmente) e ci avviammo verso la stalla. Arrivati ci dirigemmo direttamente verso Jack, lei iniziò ad accarezzarlo prima sulla fronte, poi sul dorso scendendo a tratti sulla pancia, l’animale come se avesse sentito l’odore di sesso inizio a fiutare sulla fica di mia moglie attraverso la gonna. Sembrava gradire l’odore acre degli umori di cui era impiastricciata la vagina, improvvisamente il cazzone del puledro inizio a fare capolino dalla pancia! Incredibile, sembrava che il cavallo conoscesse il profumo della fica di donna, in un baleno aveva sfoderato il sesso in quasi tutta la sua lunghezza; era enorme, una proboscide da paura, ma che sembrava avesse ipnotizzata Chiara, che lo guardava estasiata. Mi guardò, non dissi niente, i nostri sguardi sembravano avessero detto già più che tutto, abbasso la mano e percorse l’asta del puledro in tutta la sua lunghezza, ne tastò le grosse palle. Si abbassò per sistemarsi più comodamente, prese il grosso cazzo con le due mani ed iniziò a masturbare l’animale che docilmente restava fermo quasi a godersi quanto succedeva. Ormai il ghiaccio era rotto! Continuava a manovrare quell’arma micidiale, estasiata da tanto “ materiale “ a disposizione sembrava ipnotizzata da quel serpente e fissando quell’enorme cappella, si avvicinò con la bocca avida ed iniziò a baciarla tutt’intorno come a pregustare un delizioso bocconcino, poi a slinguarla, come per saggiarne il sapore, ed infine iniziò ad introdursi un po’ alla volta quell’enorme cazzo nella bocca cercando di spalancarla quanto più poteva, quasi a doversi squarciarsi le guance considerato la grandezza di quanto stava accogliendo. Si chiavava nella bocca, come fosse una fica vogliosa; ciucciava, slinguava e farfugliava mezze parole: ….ormai sei mio…. haaaa….mi farò squassare a te….haaaa…..Io da dietro intanto la inculavo senza ritegno, assestavo colpi tremendi che la scuotevano tutta facendo sbattere ogni volta le palle sulla sua fica, lei gemeva e strabuzzava gli occhi cercando di infilarsi quanto più cazzo in bocca. Poi preso il vasetto del lubrificante lo svuotai tutto sulla fica e sul culo di Chiara, guardando in giro vidi un basso sgabello e delle coperte, lo presi, gli stesi una coperta sopra e lo posi sotto il puledro. Guardai mia moglie negli occhi, subito capì, vi si sdraiò sopra, e si sistemò nella posizione più comoda al da farsi. Lo sgabello aveva due prolunghe laterali che facevano proprio a caso( !!!!???) Vi appoggiò sopra i piedi ed allargando le ginocchia spalancò le gambe offrendosi a quel cazzo bestiale. Riprese quella “bestia” fra le mani ed iniziò a strusciarselo sulla fica come a prenderne confidenza .Se lo passava sulla pancia e si contorceva per passarselo sui turgidi capezzoli e sulle tette, ritornando a passarselo sulla fica pulsante. Il cavallo sembrava , stranamente, sapesse esattamente cosa fare, quasi fosse già addestrato ( ma di questo parleremo in un altro episodio) e lentamente iniziò a roteare la cappella sulla fica facendo spostare di lato le grandi labbra e preparandosi ad introdursi quel grosso cazzo nella fica già abbondantemente lubrificata e dilatata dal vibratore. La fica cedeva on po’ alla volta, man mano si apriva ma lei si ritraeva ed iniziava l’operazione con lentezza ma con risoluta fermezza. Godeva, godeva da matti puntarsi quel bestione e sentirsi aprire un po’ alla volta. Poi con decisione iniziò a spingere con estrema delicatezza . La fica iniziava a dilatarsi ed aprirsi come un fiore fino a far entrare l’enorme cappella!! Si fermò e sistemandosi meglio sullo sgabello ricominciò a muoversi iniziando a chiavarsi quel cazzone che si insinuava un po’ alla volta nel ventre di mia moglie. Io dopo avermi goduto questo innaturale ma estasiante spettacolo, mi avvicinai ed ofrii il mio cazzo all’unico buco ora disponibile. Subito tirando fuori la lingua, che sembrò attorcigliarsi al cazzo, ingoiò ed iniziò a pompare estasiata da tanto cazzo a disposizione! Il puledro quasi a sapere cosa fare iniziò a muovere leggermente le anche, simulando il naturale movimento del amplesso. Chiara era completamente in estasi! Assecondava tali movimenti e si chiavava con goduria quel grosso palo, lentamente , ma inesorabilmente un poco più dentro, sempre di più, arrivando ormai ad accoglierne più della metà di quel grosso cazzo. Sembrava squarciarsi, ma anziché dolore, gli procurava un piacere immenso e mai provato. Abbracciato il puledro per la pancia spingeva alzando il culo assecondando Jack che la chiavava come una puledra. La fica era così dilatata che poteva accogliere cazzi di qualunque dimensione. Ormai quel cazzo voleva provarlo tutto e continuando a spingere come un’ossessa si “ infilzava” sempre di più quel cazzo, non poteva dire parola, perché voleva avere la bocca piena del mio fino alle palle, poi iniziò a scuotersi, a tremare tutta, ma non si fermava, aveva orgasmi su orgasmi, incontrollati, lei spingeva, spingeva fino a quando il cazzo entrò tutto, fino alle grosse palle. Il cazzo del puledro, una quantità enorme di carne pulsante erano insinuati nella pancia di Chiara, che con la fica squarciata dai tremendi colpi che si infieriva gemeva, si contorceva e smaniava per i multipli orgasmi che la scuotevano. Ma non era ancora sazia, si sfilò quel enorme spada che lasciò la fica cosi aperta che potevo vederci così bene dentro da descriverne l’interno così provato dai colpi ricevuti, tirate le gambe più all’indietro, portò la cappella di Jack sullo sfintere che pulsava già presagendo cosa gli aspettava. Iniziò a spingere con il culo all’insù, il buco era tutto impiastricciato di lubrificante, e di colpo lo sfintere cedette facendo penetrare la cappella. Chiara emise un urlo lacerante frammisto di dolore e piacere , un rivoletto di lacrime solcò le sue guance, ma non si fermò; dopo un attimo di tregua , che gli servì a riprendere fiato, socchiuse gli occhi ed riprese ad accarezzarsi il clitoride, nel frattempo lo sfintere iniziava a dilatarsi, abituandosi a quell’enorme cappella, iniziò di nuovo a spingere, lentamente ma inesorabilmente, facendo entrare quel cuneo devastante un po’ alla volta sempre più in profondità; a tratti si muoveva a chiavarsi il cazzone per abituare il culo alla spropositata misura. E di nuovo a spingere con lentezza, centimetro dopo centimetro e continuando a sgrillettarsi. Quell’enorme cazzo entrava inesorabilmente nel culo di Chiara, che si era dilatato in un modo incredibile. Raccolse della crema lubrificante, e la spalmò ben bene sull’asta del puledro, poi , di colpo lanciò un urlo ed imprecando parole sconnesse….datemeli…date-meli…,li voglio…. sfondatemi squassatemi, diede un poderoso colpo di reni facendo entrare di colpo il cazzo equino in buona misura. Rimase senza fiato ma subito iniziò a pomparsi il cazzo, prima lentamente facendo uscire per metà il cazzo e facendolo rientrare di colpo, poi sempre più velocemente. Si fermò, scese giù dalla panchetta e accorciando le briglie del puledro, lo costrinse a salire con le zampe anteriori su uno scalone a ridosso del muro. Ora Jack aveva assunto una posizione tale da permettere a Chiara di sistemarsi comodamente sotto la sua pancia, il suo poderoso cazzo era proteso in avanti come un minaccioso ariete pronto a sfondare tenebrose porte. Lei si abbassò, si appoggiò con le mani sullo scalone e si posizionò alla pecorina di fronte a quella imperiosa cappella. Era una scena irreale, mia moglie, gambe divaricate, culo in aria e fica spalancata, era li, pronta vogliosa e decisa a farsi sfondare da un enorme cazzo equino! Iniziò a strusciarsela delicatamente sulla fica, dopo un po’ di questo struscio, iniziò a spingere con piccoli colpi all’indietro. Io, visto la difficoltà intervenni ad aiutarla. Afferrai il cazzo con le mani, e brandendolo come una spada, ne appoggiai la cappella sulla fica aperta facendola entrare appena, lei, con un colpo di culo all’indietro ne fece entrare una spanna, iniziò così un lento andirivieni seguito a tratti da colpi più decisi che spingevano più in profondità il cazzo; poi diede un altro tremendo colpo che fece sparire il cazzo nella fregna come in pozzo senza fondo. Il cavallo iniziava a muoversi ritmicamente spingendo il cazzo come un martello pneumatico. Se Chiara non avesse avuto la possibilità di regolare la quantità di cazzo da accogliere nella sua fica movendosi, sicuramente sarebbe rimasta infilzata da quell’enorme manganello. Ma movendosi sapientemente regolava e decideva lei quanto accoglierne dentro. Talvolta il cazzo spariva tutto nella pancia, sulla quale appariva una protuberanza, segno del cazzo che spingeva in prossimità, poi mi disse che voleva il mio cazzo in bocca, appena lo avvicinai lo avviluppò con le calde labbra e se lo inghiottì facendo entrare nella bocca anche le palle gonfie di sborra; e via a pompare e spingere come un’ossessa facendo entrare quel serpente in profondità, nel suo avido ventre. Sembrava che il cazzo gli dovesse uscire dalla bocca tanto se lo spingeva dentro. Succhiava ed inghiottiva il mio, si pompava il mostro e si menava come una pazza il clitoride avendo orgasmi a ripetizione. Sfilatosi il cazzo dalla fica se lo puntò sul culo e lo strusciò vogliosamente sullo sfintere che pulsando di desiderio iniziava ad aprirsi; bastò un deciso colpo all’indietro per far entrare la cappella nel buco del culo oscenamente dilatato, e via a chiavarsi nelle viscere quell’imponente “ animale”. Il puledro sembrava impazzito, si muoveva a chiavare quella, per lui ,” strana e vogliosa creatura” . Poi in un impeto di reciproca goduria, nitrendo e spingendo il cazzo nel culo di Chiara venne, iniziando a sborrargli tanta di quella sborra nel culo che per la pressione Chiara dovette sfilarselo. Come un idrante il cazzone continuava ad innaffiarla con una quantità incredibile di liquido vischioso. Dal culo, liberato dall’inconsueto tappo come una bottiglia di spumante, fuoriuscì con violenza uno spruzzo di sborra e contemporaneamente anch’io sfilatogli il cazzo dalla bocca gli venni copiosamente in faccia con lei che a bocca aperta cercava di raccoglierne e berne quanta più ne poteva. Poi sfinita si riversò per terra. Un’incredibile battaglia a colpi di cazzo si era consumata. Lentamente l’aiutai a rialzarsi e ci dirigemmo verso il bagno della stalla nel quale infilatasi nella doccia rimase per mezz’ ora a farsi scrosciare l’acqua addosso ( a proposito, ma una doccia nella stalla a chi doveva servire? Anche questo sarà oggetto nel prossimo episodio). Ripulito il tutto rientrammo in casa ci guardammo intensamente e ci abbracciammo baciandoci appassionatamente. Ci sdraiammo sul divano e abbracciati ci addormentammo. Ci svegliammo di soprassalto nell’udire il rumore delle chiavi nella toppa; i nostri amici erano rientrati e salutandoci Silvana ci chiese guardando Chiara: ho visto Jack un po’ nervoso, non vi avrà mica dato problemi?? Chiara si girò verso di me, mi guardò poi rigirandosi verso Silvana rispose, ma no…!, quali problemi avrebbe dovuto darci! E’ veramente un puledro delizioso, e incrociando lo sguardo dell’amica la fissò negli occhi: un lieve sorriso di intesa illuminò il viso delle due donne…

Continua…

E’ passato un anno, anche noi abbiamo comprato una piccola tenuta, ma…..un attimo, e mia moglie che mi chiama, Marco… Marco…. Vieni amore, dobbiamo andare a dare da mangiare a Jack.( a proposito, Jack e il nostro purosangue ed……amico di scopata).
A risentirci.